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Pol. Cittanova: lo sfogo del presidente Maisano.

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Sin dalla nascita il concetto della Polisportiva Cittanova è quello di uno sport che oltre ad essere un attività fisica e motoria rappresenta un azione di sostegno alla crescita evolutiva di una persona. L’attività fisica vissuta e condivisa con altre persone crea infatti opportunità di aggregazione e di socializzazione diventando un momento di incontro- confronto attraverso le quali si entra in relazioni gli uni con gli altri. Tutto ciò non è avvenuto sabato scorso durante la gara di Coppa Calabria tra la Polisportiva Cittanova e il Bianco. Puntare il dito nei confronti degli arbitri è sempre sgradito, si tratta di ragazzi che devono crescere e poter anche sbagliare, ma quando si ha a che fare con l’arroganza, allora si supera anche il concetto di arbitro e la questione diventa umana. “Tutto nasce da una svista dell’arbitro il quale convalidava una rete inesistente alla squadra ospite in quanto la palla colpiva il palo e finiva in fallo laterale, dopo la decisione errata del direttore di gara io Fortunato Maisano in qualità del presidente della Polisportiva Cittanova lo invitavo a farlo ragionare chiedendogli educatamente il punto in cui secondo lui aveva colpito il pallone per convalidare il goal , oppure di chiedere il parere degli avversari (che tra l’altro non hanno nemmeno esultato) confidando nell’onesta degli stessi, trovando una risposta che non posso accettare “ Qui comando io”. “ Dopo essere stato espulso e allontanato dal campo, alla ripresa del gioco la squadra ospite che apprezzo tantissimo per l’onesta e la correttezza dimostrata , di proposito rimedia all’errore arbitrale con un autorete . Adesso mi domando anziché voler fare il protagonista non bastava usare un po’ di buon senso e cercare di capire se realmente avesse sbagliato? Essere umili ed ammettere i propri errori non è un reato ma un gesto di grande signorilità. Il mio sfogo di fine partita “ Non ti faccio più arbitrare “ non erano minacce di morte come le ha volute intendere lui, bensì un mio impegno a farlo squalificare in quanto come vengono squalificati giocatori e dirigenti quando sbagliano allo stesso modo deve essere trattata la classe arbitrale. Il mio obiettivo non è quello di farmi revocare la squalifica perché probabilmente me la merito in quanto ho esagerato con i toni ( anche se 3 mesi mi sembrano eccessivi) ma con delusione e amarezza mi domando, il ruolo della F.I.G.C. in questo contesto qual è ? Come tutela noi società? Noi presidenti facciamo sacrifici enormi, economici e non solo, per far divertire i nostri ragazzi, subiamo multe elevate quando sbagliamo, dobbiamo pagare anche per fare un semplice ricorso! E quando sbaglia un arbitro? Loro la passano liscia e fanno anche carriera e noi dobbiamo pagare per tutto? Pretendiamo più rispetto, più tutela ed avere classi arbitrali più competenti, e invito tutti i presidenti delle altre società a non lasciare che tutto vada a finire nel dimenticatoio quando succedono determinati episodi altrimenti continueremo ad essere sempre noi quelli penalizzati!

Ufficio stampa – Polisportiva Cittanova

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