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Tarsia, il terzo tentativo è quello vincente: dopo la tempesta viene sempre il sereno

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Malvito prima, Villapiana poi. Due stagioni, due finali play off, due sconfitte. Momenti che lasciano il segno, capaci di segnare indissolubilmente il destino di una società di terza categoria. Invece no, il Tarsia è riuscito ad andare oltre ed ha vinto. Trenta punti e primato nel girone B di terza categoria, lo scontro diretto a favore promuove i biancorossi da primi della classe. Un tecnico emergente in panchina, quel Giuseppe Amodio reduce dall’ultima stagione da calciatore, in una carriera che gli ha regalato, per suo merito, oltre 300 reti. Capace di plasmare un gruppo reduce da una delusione, ma rinnovato in ruoli cardine e, soprattutto, nelle motivazioni. La sconfitta dell’esordio a Saracena sarebbe potuta diventare un peso ulteriore, da lì in poi nessun altro intoppo, biancorossi in discesa verso l’agognata meta: la seconda categoria. La vittoria dello scontro diretto prima dello stop è risultata decisiva, il Tarsia ha sconfitto gli incubi, ha prevalso sulle sue stesse paure. Ma dopo la tempesta viene sempre il sereno ed il Tarsia l’ha capito in questi gorni, quelli del verdetto ufficiale. Con il delegato allo sport, Marco Cetraro, molto vicino alla società, e con mister Amodio ripercorriamo l’annata e scopriamo quel che ptrà venire.

Finalmente Tarsia. Dopo le due finali play off consecutive che vi hanno visti uscire sconfitti, questa volta avete chiuso davanti a tutti e, meritatamente, potrete affacciarvi in seconda categoria. Ci piacerebbe far capire ai nostri lettori cosa vuol dire progettare un triennio come quello che ormai avete messo alle spalle, dalle delusioni, alla gioia smisurata di questi giorni.
Si, finalmente dopo tanti sacrifici siamo riusciti a coronorare il sogno di salire di categoria. L’Asd Tarsia 1976 è una squadra che nasce solo 3 anni fa, con l’unico obiettivo di riportare il calcio, inteso come aggregazione, nel nostro paese, dopo un periodo di inattività. Siamo partiti in punta di piedi, ma ci siamo resi subito conto che potevamo dire la nostra, infatti, nei primi due anni di vita abbiamo centrato per ben due volte consecutive la finale play off e finalmente nel terzo anno siamo riusciti a centrare l’obiettivo di vincere il campionato. Quella che tengo a sottolineare è stata la grandissima forza di volontà di tutta la dirigenza e dei giocatori, infatti, si vedono tante realtà sciogliersi dopo la delusione di una finale persa, immaginate cosa significa perderne due consecutive, noi non abbiamo mollato, abbiamo stretto i denti e ci siamo detti che dovevamo andare avanti e finalmente ce l’abbiamo fatta. La vittoria di quest’anno per me è un’ulteriore conferma che nella vita non bisogna mai arrendersi e soprattutto bisogna sapersi rialzare sempre dopo ogni caduta.

Essendo il delegato allo sport del Comune di Tarsia, tra l’altro molti vicino alla società, lei è un punto di riferimento per il calcio cittadino. Qual è l’ambizione della società e quali sono i progetti che avete in mente da qui in avanti?
Il Tarsia per me non solo una squadra, ma è prima di tutto un progetto. Ho sempre inteso, insieme a tutta la dirigenza, che non smetterò mai di ringraziare, che creare una squadra ed iscriversi ad un campionato è una cosa che possono fare tutti, creare un progetto solido e duraturo, invece, è la vera sfida. Noi abbiamo voluto intraprendere questo cammino che siamo sicuri non sarà il più semplice, ma senza dubbio sarà quello che potrà darci le maggiori soddisfazioni. Siamo un gruppo di persone unite, che combattono per lo stesso obiettivo: far tornare il Tarsia nelle categorie che questo paese e la sua gente si meritano.

Avete perso solamente la gata d’esordio e poi dodici risultati utili consecutuvi. Inoltre, avete chiuso con la migliore difesa, solo nove reti incassate. Sono stati questi gli ingredienti fondamentali per la promozione dell’ASD Tarsia 1976?
Prima di tutto devo fare i complimenti a tutte le squadre che componevano il girone al quale abbiamo partecipato, perché abbiamo trovato davvero squadre toste che non hanno mai mollato in ogni sfida. Aver avuto la miglior difesa del campionato è un’ulteriore soddisfazione e certamente prendere meno gol possibile aiuta tantissimo a livello di classifica finale, tuttavia non basta avere la miglior difesa se tutta la squadra non gioca in sintonia, credo che il nostro segreto sia stato proprio questo: aver potuto contare su un gruppo di calciatori che hanno giocato ogni partita in modo corale, ognuno per il suo ruolo, ma ognuno per la squadra. Su questo non posso che non sottolineare l’impeccabile lavoro svolto da mister Amodio, che con la sua esperienza è riuscito da subito ad amalgamare alla perfezione un gruppo così ampio di giocatori.

Momenti biancorossi

Un grande centravanti, oltre 350 reti in carriera, che diventa un grande allenatore. En plein Amodio, prima esperienza e prima promozione. Ci racconta la sua esperienza in questa annata biancorossa sulla panchina del Tarsia?
Esperienza bellissima, grande stagione conclusa con la vittoria del campionato che era il nostro obbiettivo. Posso dire che vincere come allenatore è ancora piu’ bello, perché vedi la tua squadra fare quello che provi in settimana, con un gruppo che mi ha seguito dal primo giorno remando dalla stessa parte. In questo modo si ottengono i risultati, anche nei momenti di difficoltà che in ogni stagione ci sono, siamo riusciti ad ottenere sempre il massimo. Sono davvero orgoglioso di quello che abbiamo fatto.

Dodici risultato utili consecutivi e poco altro agli avversari, la vittoria sul Kratos la ciliegina per vincere il girone B. Dove pensa che il suo Tarsia abbia vinto questo campionato?
Come ha detto lei, 12 risultati utili consecutivi non sono un caso, è stato il duro lavoro che abbiamo fatto allenandoci tre volte a settimana facendo dei sacrifici. La vittoria contro il Kratos è stata fondamentale per la vittoria finale, ma abbiamo vinto il campionato partita dopo partita, i ragazzi prendevano sempre di più la consapevolezza dei loro mezzi, esprimendo sempre un bel gioco, che è stato la base della nostra vittoria finale.

Il prossimo anno ci sarà un’altra prima volta, quella da allenatore in seconda categoria, o almeno così dovrebbe essere. Cosa spera e cosa vede nel futuro del Tarsia e, soprattutto, nel suo?
Si è vero, ci sarà di nuovo una prima volta, non mi nascondo, ma l’obbiettivo per la prossima stagione è provare a vincere anche il campionato di seconda, perché il Tarsia merita di stare in categorie importanti sia per tutta la dirigenza, sia per il paese. Nel mio futuro spero di andare sempre di più avanti, anche perché sono un tipo che non mi accontento, darò sempre il massimo per riuscire ad ottenere traguardi ambiziosi.

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