In merito alla squalifica comminata oggi al nostro tesserato Benito Amendola, appiedato per due giornate dal Giudice Sportivo, l’Asd Belvedere 1963 tiene a precisare qualche concetto a tutela della propria immagine e quella del proprio tesserato.
Partiamo col dire che è importante sottolineare l’assoluta innocenza di Amendola per i fatti a lui addebitati. Ma allo stesso tempo, ovviamente, siamo ben consci che il nostro pensiero, assolutamente oggettivo, va comunque a cozzare con ciò che ha scritto nel proprio referto il Sig. Gabriele Cortale della Sezione AIA Locri, arbitro della gara Rossanese-Belvedere di domenica scorsa e in quel momento Pubblico Ufficiale e unico custode della “verità presunta”.
Non ci va nemmeno di raccontare come siano andati i fatti, proprio perché non c’è nulla da raccontare: “atto di violenza contro un giocatore avversario”, spiegazione generica per salvare capra e cavoli. Benito Amendola non è stato coinvolto in nessun duro scontro al di fuori dei soliti e naturali contatti di gioco, nessuna rissa, nessun acceso diverbio verbale, nessuna diatriba sfociata nel peggio. NIENTE DI NIENTE a fine partita, visto che il calciatore ha concluso regolarmente la gara (sostituito da Gentile al 28′ del secondo tempo, almeno così recita l’INATTACCABILE referto arbitrale di fine gara), se non l’amarezza sportiva per aver perso una partita negli ultimi minuti con una doppia superiorità numerica a favore.
Abbiamo sempre accettato il verdetto del campo in maniera serena, qualunque esso sia stato e anche in questo caso non è andata diversamente: complimenti e in bocca al lupo reciproci – tra rispettivi calciatori e dirigenze, oltre ai dovuti e sentiti ringraziamenti ai padroni di casa per ospitalità e accoglienza al nostro arrivo – nell’accingerci a lasciare la struttura di Rossano per tornare a casa, com’è nostra consuetudine fare al termine di ogni gara. Ciò vale alla stessa maniera di qualsiasi decisione arbitrale, mai contestata in maniera spropositata da nessuno di noi. Ci sta sbagliare, ci sta anche il più clamoroso degli errori da parte della terna. Sono ragazzi. Vanno aiutati. Lo abbiamo sempre fatto in tutti i modi possibili ed immaginabili.
Non ci sta però inventarsi di sana pianta le cose. Quello no. In nessuna maniera. Scrivere menzogne sapendo di farlo. Rischiare di rovinare un campionato o una stagione intera mentendo in maniera spudorata e scrivendo scelleratezze. Non lo accettiamo nella maniera più assoluta. Ed il referto che squalifica Benito Amendola per due giornate è una INCREDIBILE SCHIFEZZA, questo bisogna dirlo con grandissima chiarezza.
Ci siamo mossi prontamente per segnalare tutto agli organi competenti, consapevoli che nessuno permetterà ad Amendola di scendere in campo nelle prossime due gare, ma sperando che quello successo a noi faccia sì che a guidare l’operato degli arbitri nel futuro sia il buon senso e non la mania di protagonismo. Auguriamo tutto questo anche al Sig. Cortale, che certamente arriverà lontano a livello arbitrale (lo speriamo per lui in maniera sincera e disinteressata), ma che domenica a Rossano non ha vissuto certamente la sua giornata migliore.
Ci teniamo, come società, ad esprimere la massima vicinanza al nostro Benito Amendola per quello che è successo, promettendogli che faremo di tutto per potergli dedicare due vittorie nelle prossime due partite. Lo aspetteremo a braccia aperte, perché quello che stiamo facendo è stato finora possibile anche grazie a lui, grazie al suo strepitoso contributo sia tecnico che umano. E noi, gli Uomini come Benito Amendola ce li teniamo stretti. Tanto era dovuto.
Ufficio stampa e comunicazione
Asd Belvedere 1963
