Riceviamo e pubblichiamo la risposta del Dott. Francesco De Matteis alla lettera di Francesco Ferraro, ex mister della Cittanovese.
SOLO PER FARE CHIAREZZA… E SGOMBERARE IL TERRENO DA FALSITA’ E DIFFAMAZIONI GRATUITE.
“Ho atteso un bel poco prima di prendere carta e penna e scrivere; lo faccio con ritardo, avendo invano atteso una risposta ufficiale dovuta, ma disattesa, da parte della società A.S.D. Calcio Cittanovese, in quanto è opinione comune che dinanzi gli attacchi ingiustificati ed alle false accuse rivolte dal dimissionario Ferraro al sottoscritto, quale componente della società, la risposta non poteva e non doveva che pervenire dalla società e non dal sottoscritto. In verità in un momento cosi’ delicato per le sorti della Cittanovese reputo fuori luogo aprire fronti di polemica che possono, questi si, destabilizzare e creare disorientamento nell’ambiente e fra i ragazzi, perciò mi limiterò semplicemente in questa sede a chiarire fatti e circostanze ignobilmente travisate ad arte da Ferraro, cui evidentemente il filotto di risultasti negativi ha dato di volta al cervello facendogli perdere il lume della ragione ed anche i freni inibitori. Nella sua lunga nota Ferraro si lascia andare in un discorso così sconcertante, al punto da non meritare risposta, ma dinanzi al tentativo di far apparire falsamente il sottoscritto quale deus ex machina della Cittanovese, colui che autonomamente manda a casa calciatori, ne porta altri, decide, fa ed anche disfa, francamente non posso rimanere indifferente. Niente di più assurdo, niente di più illogico, niente di più falso di ciò che Ferraro scrive! La Cittanovese, come a tutti noto, ha un Direttore Sportivo nella persona del Sig. Deni ed una società che per quanto concerne le scelte di mercato si è sempre attenuta alle indicazioni date dal mister, fermo restando il “placet “ sulla compatibilità economica dell’operazione da condurre in porto. Su questo sono pronto ad un confronto diretto in pubblico, in presenza del sig. Francesco D’Agostino, Main sponsor della società, e del D.S. sig. Deni. Ciò detto, aggiungo che il sottoscritto non ha mai detto né a Luglio, né in Dicembre, chi doveva restare e chi doveva andar via. Se Ferraro fosse stata una persona onesta e corretta, avrebbe dovuto dire la verità, evitando di tirare in ballo il sottoscritto che non ha mai detto a chcchessia di cacciare Tripicchio e Silenzi. La verità è ben altra, e non chiama in causa il sottoscritto, ma la società nel suo insieme che per esigenze di badget a Dicembre ha chiesto al mister quale sacrificio a suo avviso era compatibile per far quadrare il bilancio, e di contenere le eventuali scelte in entrata in precisi limiti di badget stante la grave situazione economica che in questo momento la società attraversa, nulla di più e nulla di altro. L’uscita di Silenzi l’abbiamo tutti subita senza poter profferire parola, è stata una scelta autonoma del ragazzo rispetto alla quale, purtroppo, ogni nostro tentativo speso per farlo restare a Cittanova si è dimostrato vano. Del tutto destituite di fondamento le farneticazioni di Ferraro quando questi attribuisce al sottoscritto la responsabilità delle scelte societarie di mercato. Questo non è altro che l’ennesimo atto di contorsionismo etico, cui Ferraro ci ha abituato in questi mesi. E’ vero che avevo suggerito, ma solo suggerito, a Dicembre di far tornare a Cittanova De Miere. Me ne assumo la responsabilità di averlo fatto! in primis nella convinzione che a Cittanova sarebbe arrivato un grande portiere, in seconda istanza perchè al sottoscritto erano giunte dai sostenitori insistentemente richieste tese a far ritornare Mirko a Cittanova, dove anni addietro aveva indossato la maglia n° 1 lasciando un ricordo indelebile, sia come persona, che come atleta. De Miere però non è arrivato a Cittanova, nonostante sia stato sollecitato dal dott. De Matteis, e questo dimostra che il sottoscritto a livello di campagna acquisti non era quel soggetto onnipotente di cui parla Ferraro, ma un semplice dirigente, che quale suo unico torto reca forse quello di aver interpretato il proprio ruolo con tanta passione, oltre che disinteressatamente. Venuto meno l’arrivo di Mirko, stante l’esigenza manifestata da Ferraro di avere un altro portiere fuori quota mi sono limitato a suggerire il nominativo di Pellegrino, il quale, fuori quota, aveva maturato esperienza sufficiente nella categoria e lo scorso anno aveva fatto bene a Locri, dove ha parato addirittura ben sei rigori. L’ho semplicemente proposto Pellegrino, e non imposto! Su Condomitti non vale la pena che io mi soffermi, Giovanni è un Cittanovese e sa bene come sono andate le cose per cui potrà lui, ove necessario, chiarire ogni aspetto. Vengo accusato di aver “gridato” dalla panchina a Biancavilla di sostituire Mazzone… Ferraro neppure in questa circostanze racconta la verità, altrimenti avrebbe dovuto dire che la richiesta è stata fatta dalla panchina da D’Agostino, non certo in senso offensivo verso il ragazzo, ma semplicemente perché Mazzone era incappato in una giornata poco felice, cosa che capita a tanti calciatori anche professionisti, per cui era del tutto evidente che lasciare in campo un ragazzo in una giornata in cui era evidente che non stava bene, con Sessa in condizioni ottimali in panchina, era scelta che non poteva che far male al ragazzo ed all’economia della squadra. Io assumo la responsabilità di aver condiviso la richiesta di Francesco D’Agostino e di averla successivamente richiamata, ma solo per le ragioni esposte, mai come atto di sfiducia verso il ragazzo, come vuol far apparire maldestramente Ferraro, il quale con la sua epistola, in più passaggi, ha tentato di mettere fouco nel tentativo di incendiare la casa giallorossa, oltre a voler mettere alla gogna il sottoscritto, additandolo quale “sfasciatore e disfattista”. A dire il vero un atto di disfattismo me lo assumo tutto sul piano della responsabilità, cioè quello di aver portato a Cittanova Ferraro. Io non ho mai in vita mia delegittimato alcuno, tanto meno il D.S. Deni, al quale mi lega una sincera amicizia e se Ferraro ha sentore che in società vi sia stato da qualche parte un tentativo di delegittimazione del D.S. Deni, avrebbe dovuto per onestà intellettuale fare nome e cognome del responsabile, evitando di scaricare anche questa infamia sul sottoscritto che non ne sa nulla di nulla. In quarantacinque anni di calcio ne ho viste di tutti i colori, mai però ho visto un mister cadere così in basso come ha fatto quest’uomo dinanzi al suo fallimento personale, l’ennesimo, dimostrando di essere piccolo piccolo …non solo di statura fisica, ma soprattutto di statura professionale e morale. Avrebbe dovuto tacere il sig., Ferraro, leccarsi le ferite e riflettere sugli errori tecnici a catena da lui commessi che hanno consentito alle nostre inseguitrici di prender fiato, le abbiamo resuscitate tutte, tanto da esserci fatti rimontare ben 20 punti da chi stava dietro di noi ed oggi è alle nostre costole, se non al di sopra come il Nola, l’ACR Messina, il M. di Ragusa ed il Castrovillari. Oggi viviamo in un’epoca abbastanza difficile, caotica, dove tutti gonfiano il petto e si sentono padreterni, nessuno si mostra umile, neppure quando finge di ostentarla, tanto meno ammette i propri errori. Spesso, addirittura, come si legge spesso nella cronaca quotidiana, i carnefici vogliono passare per vittime, esattamente come ha tentato di fare il sig. Ferraro con la sua lettera intrisa di calunnie, diffamazioni e falsità nei miei confronti, messa in giro “ ad arte” nel tentativo ennesimo di destabilizzare l’ambiente, la società e la squadra… Io, a fronte di teli bassezze non presto il fianco, ma non posso neppure restare indifferente dinanzi alle diffamazioni ed al tentativo perverso ed ignobile di ledere la mia onorabilità di uomo, di professionista e di dirigente di società sportiva”.
