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Cerzeto ai titoli di coda, il presidente Cascardo annuncia l’addio

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Con questa ultima foto termina il nostro campionato, un campionato duro e difficile, difficile da ogni punto di vista.. come sempre non ci nascondiamo, se parti tardi e senza una programmazione (soprattutto economica) il rischio di non farcela è altissimo, l’obiettivo salvezza è stato raggiunto grazie al covid (una delle sue poche note positive) anche se non abbiamo mai smesso di crederci e cosi sarebbe stato fino all’ultima gara.

Cosa rimane quindi di questa stagione?
La riconoscenza, la riconoscenza verso quelle persone che hanno deciso di non lasciarmi solo in questa avventura… in primis Giuseppe Falanga, unico e solo collaboratore nel vero senso della parola, dirigente tuttofare, che mi ha sopportato e supportato in ogni decisione; mister Marco Guido, prima amico e poi allenatore, persona perbene che nel mondo del calcio merita palcoscenici migliori, nonostante le problematiche risapute non ha esitato a dirci si;  al capitano Cipolla Antonio che ha scelto, coma da 5 anni a questa parte, di rifiutare offerte molto vantaggiose pur di rimanere al nostro fianco; al vice e non solo Francesco Amendola, semplicemente ESEMPLARE nonostante gli acciacchi; all’aiuto di Vittorio Emanuele Fava; a Ivan Avolio, Luigi, Denis ed Elio che hanno scelto a dicembre di provare a salvare la categoria nonostante la posizione della classifica; ai ragazzi del posto Pio Francesco Lupinacci ed Alex Currò, che rappresentano per me e per tanti motivi il mio orgoglio; a Principe Enrico, Fabio Petruzzi e Luca Matera che hanno fatto davvero tanto per i nostri colori, ed a tutti i ragazzi che sono scesi in campo, a loro va il mio più sentito grazie.
Grazie all’amministrazione comunale di Cerzeto per il solito contributo importante dell’iscrizione; grazie agli sponsor e a coloro che hanno promesso e non hanno mantenuto; grazie a chi, osservando i nostri sacrifici da fuori, ha voluto premiare la nostra passione omaggiandoci della seconda divisa senza inserire sponsor (le cose belle del calcio).
Nel calcio è facile salire sul carro dei vincitori quando le cose vanno bene, invece difficile è quando le cose non vanno bene. Fare una prima categoria in un paese di 1300 abitanti è un miracolo, non è per niente facile, non bastano solo la passione e i sacrifici di poche persone.
Quest’anno nel nostro girone rappresentavamo la comunità più piccola e nonostante ciò abbiamo portato su campi blasonati il nome del nostro comune, essendone fieri, come accade da 30 anni a questa parte, probabilmente la terza categoria può essere il campionato adatto alle nostre economie.
Ho sempre sostenuto che questa non è una società, è una famiglia, dove sono passati tantissimi giocatori, ai quali abbiamo lasciato qualcosa, quasi sempre positiva, e nonostante fossimo una modesta società abbiamo fatto cose che non si vedono in società professioniste, siamo stati sempre precursori di iniziative che fortunatamente sono bene conservate e rimarranno nei cuori di tutti.
Ho sempre pensato nella mia vita che certe luci non puoi spegnerle, soprattutto le luci del mio Cerzeto ed ho provato a farle rimanere accese il più possibile, ma a malincuore oggi non posso e non riesco più a farlo… lo devo in primis a me ed alla mia famiglia. Con la promessa che un giorno torneremo, anche più forti di prima, vi abbraccio, e a quanti ho incontrato lungo la mia strada vi dico… grazie.

Il presidente
Silvio Cascardo

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