Nei giorni scorsi il nostro Sud è stato schiaffeggiato da un vento di bufera gelido, che ha sollevato tetti, divelto alberi. Sabato 16 il sole è tornato a sorridere, si sperava in un pomeriggio di calcio divertente tra due compagini “amiche” , tuttora tali. Non si sospettava che l’impeto inconsulto, irrazionale di un uomo, potesse superare il Tornado e sconvolgere un pomeriggio di sano agonismo sportivo. Quest’uomo è ancora chiamato “arbitro”, non ha più la giacchetta nera di un tempo, oggi è dipinto in abiti sbiaditi di un fangoso giallo itterico.
Non citiamo e non vogliamo più ricordare il suo nome. Il campo esprime dignità, contesa, ma se il protagonista, ovviamente in negativo, diventa un direttore d’orchestra stonato che ammonisce dodici (dico DODICI) calciatori, ne espelle TRE, un allenatore e fa balzare in piedi, indignato, anche il nostro medico ultra settantenne, che mastica calcio dagli anni 50, deciso ad andarsene .… beh, la cosa lascia pensare. Vi siete chiesto chi è questo condottiero Don Chisciotte, incapace di quella autorevolezza e competenza che dovrebbe contraddistinguere la figura arbitrale? A questo punto noi vi chiediamo: cosa è successo in Rocca I. – San Giacomo d’Acri? Sospesa! Perché? E voi? Disinvoltamente decidete di mandarlo a Morano, in un incontro delicato! Se questo è il meglio del mondo arbitrale, chiudete battente! Siamo tornati ad un triste passato! Un … cosiddetto arbitro che decide il risultato di un incontro, nel primo tempo pacifico, nel secondo tempo calpestando una squadra in zona classifica pericolosa, inventando TUTTO: espelle un giocatore colpito al viso, un altro, per una seconda ammonizione su fallo da lui SUBITO (quindi vittima), inventa un rigore fantasma, che ha destato meraviglia anche negli avversari, convalida un secondo gol (della vittoria) viziato da fallo di mano … poi una girandola di falli invertiti e quant’altro. Chi ignora, è incapace, presume, NON MERITA di CALCARE i CAMPI di CALCIO!
E’ mancato il rispetto per una società che accetta il verdetto del campo e disdegna le visioni estatiche o i miraggi desertici … Si ripetono i postumi dell’incontro svolto a Fuscaldo: abbiamo subito due squalifiche, per due giornate a nostri calciatori, silenziosamente accettate, ma poi è seguita una multa, strana, inattesa. Avremmo danneggiato una porta degli spogliatoi! Allora chiariamo: gli ultimi ad uscire sono stati i dirigenti Luigi Addino e Schifino Carmelo. Hanno chiuso la porta, integra. Chi ha visto diversamente era privo di occhiali? La nostra società, esempio per tutti, sarebbe stata capace di tanto? Si può tacere, accettare, ma tutto ha un limite ed un grosso limite oggi è addebitabile a chi decide, designa. Siamo certi che stanotte l’arbitro non avrà sogni dorati, la coscienza morde, smentisce il referto, che comunque vi regalerà. Leggete e, chissà se non è il momento di un esame di coscienza anche vostro, vertici federali regionali. Lo Sport è competizione, non aggressione (anche arbitrale), è Regolamento da rispettare (anche arbitrale), è comunicazione (arbitro, atleti, pubblico e vertici federali), è socializzazione, educazione e rispetto (TUTTI). Chi ignora o viola questi dettami, che sono la base di ogni sport, è pregato di tornare a casa!
Nella gara di sabato è accaduta l’identica cosa della settimana scorsa a Rocca, forse anche questo incontro andrebbe ripetuto???
Indignata, la società Geppino Netti
