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Coppa Italia, il Brancaleone gioca alla pari e viene sconfitto di rigore nel finale

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La formazione del Brancaleone scesa in campo ieri

Coppa Italia, prima uscita stagionale del nuovo Brancaleone. Senza dubbio un debutto estremamente incoraggiante, giocare per 80 minuti alla pari (a sprazzi anche meglio) della squadra che ha vinto agevolmente il passato torneo di Promozione ed oggi milita in Eccellenza, non è cosa da tutti. Il lavoro di mister Alberto Criaco si inizia a vedere, pressing altissimo e continuo, ripartenze con palla giocata, schemi di gioco vari, dal gioco esterno alle penetrazioni a due tocchi centrali; insomma un bel vedere per i primi calci d’agosto. Una squadra che ha dimostrato di non avere paura e di credere ciecamente in se stessa. Al debutto ha dovuto fare a meno del giovane portiere Panarello infortunato, dei due argentini Bordes e Fausto ancora bloccati dalle lungaggini burocratiche del tesseramento, dall’assenza lavorativa di Borrello, dal ritardo di preparazione sempre per lavoro di Furferi e Tringali e dopo 10 minuti dell’infortunato Foti. Se a tutto questo aggiungiamo l’esordio di due giovanissimi classe 2002, Logozzo e Barbaro, che hanno disputato una gara da quasi veterani, allora le premesse per un torneo di Promozione divertente e di alto livello ci sono tutte. La partita di Coppa con il San Luca è stata decisa (anche se non ci piace sottolineare la condotta arbitrale) dalla mancata concessione di un chiarissimo calcio di rigore per il Brancaleone al 67′ su tiro di Giovanni Galletta; andare in vantaggio a 20 minuti dalla fine forse avrebbe portato ad un altro risultato. Bisogna accettare il risultato del campo e l’arbitro può sbagliare cosi come un giocatore o un allenatore, ci può stare, ma quello che si è visto in campo rimane e dobbiamo essere soddisfatti dei nostri
“Leoni”.
Questi i giocatori scesi in campo:
Leo Morabito: non lo scopriamo certo oggi, uno dei migliori portieri under in circolazione tra Promozione ed Eccellenza. Sul rigore ha intuito la direzione ma non ha potuto fare niente sulla precisa traiettoria della palla.
Matteo Logozzo: il 2002 al debutto assoluto tra i “grandi” è partito da posizione esterna per poi essere accentrato per l’infortunio di Foti. E qui la gradita sorpresa, una gara maiuscola al cospetto di avversari navigati; nessun timore e soprattutto la continua voglia di giocare palla a terra.
Pietro Morabito: un treno continuo sulla fascia di competenza, prestanza fisica, obbedienza tattica, poche parole e tantissimi fatti, dalle sue parti difficilmente si passa.
Peppe Foti: dopo 10 minuti la sorte cinica ci priva del suo estro; con lui in campo siamo sicuri ci sarebbe stata un’altra partita. Per il resto cosa dire: Peppe Foti è Peppe Foti.
Peppe Tringali: solo 5 allenamenti ma sono bastati al forte difensore centrale a ribadire la sua rocciosa presenza. Al meglio della condizione atletica farà la differenza.
Mirko Audino: cosa dire, il primo a guidare la squadra in campo, tiene tutti concentrati, guida la difesa da esperto e sono gli avversari ad essere intimoriti dalla forte personalità di un giocatore di ben altra categoria.
Giovanni Galletta: il buon vino migliora con l’età. Giovanni è questo, la maglietta del Brancaleone cucita addosso, e gli avversari lo controllano a vista. Un attaccante che decide le partite con i gol o solo con la sua presenza in campo.
Giacomo Tuscano: con l’uscita di Galletta indossa la fascia di capitano, un gesto che segna la maturità del giocatore. In tutta la zona centrale del campo corre, pressa, imposta, una prova importante per uno dei migliori in campo.
Ismael Camara: il 2000 arrivato da pochissimo ancora deve entrare nella mentalità di gioco della squadra, ma si impegna al meglio delle sue potenzialità, in crescita.
Ivan Rubertà: il folletto imprevedibile e spesso imprendibile. Con la palla tra i piedi è mostruoso, ma oggi ha anche dato tantissimo fisicamente, gli è mancato solo il gol per una partita da incorniciare.
Domenico Favasuli “Miccoli”: su quella fascia fa ciò che vuole c’è poco da discutere! Chiamato anche alla copertura si dimostra coriaceo inseguendo gli avversari per tutto il campo. Una freccia in più per la squadra, e che freccia!
Saverio Barbaro: l’altro 2002 subentrato dopo 10 minuti, si dimostra (anche se giocava con un caviglia dolorante) di grande prospettiva. Chiamato a fare l’esterno basso a destra anticipa e contrasta gli attaccanti di turno senza alcun timore reverenziale; un’altra sorpresa vista la giovane età.
Leo Taliano: un solido perno centrale della linea d’attacco, superbo nel ricevere palla spalle alla porta, la difende prendendo e assorbendo spinte e calcioni. Un punto di forza per far salire la squadra.
Domenico Furferi: è ancora lontano dalla forma migliore, e il fatto di essersi allenato poco (per motivi lavorativi) con la squadra lo porta a non essere ancora integrato negli schemi. Per le sue caratteristiche fisiche e tecniche sarà sicuramente pronto per l’inizio del campionato.
Mister Alberto Criaco: richiede ordine, impegno e agonismo ma trasmette personalità, convinzione e determinazione. Con lui la squadra “deve” giocare a calcio, non importa l’avversario il gioco deve essere fatto dai suoi e non va sprecata nemmeno una palla. E’ un piacere vedere il Brancaleone andare a conquistare palla nella trequarti avversaria o partire con fraseggi dalla propria difesa, una mentalità di gioco difficile da trovare nei campi dilettantistici.

Uff. stampa
APD Brancaleone 1969

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