PIETRO INFANTINO
«Credo che oggi si debba solo chiedere scusa alla Società e ai tifosi. Non cerco alibi, anche perchè non ci sono. Sapevamo di dover affrontare un avversario difficile in un momento delicato, ma perdere così è pesante. L’emblema del match non è il gol del loro 2-1, quanto il nostro rigore sbagliato e lo scioglimento successivo. È successo anche nelle scorse partite. Qualcuno di noi non è pronto psicologicamente a certi palcoscenici».
«La Gelbison ci ha sempre creato difficoltà. Oggi siamo scesi in campo con il 3-5-2, ma purtroppo c’è una fragilità di fondo che viene fuori nei momenti topici. La responsabilità è dell’allenatore, non ci sono dubbi. E io mi prendo la responsabilità di tutto. Chiediamo scusa e basta. La Società sta investendo tanto, per costruire e creare qualcosa di importante, e noi li stiamo ripagando con una moneta che non ha valore. Mi sento in difficoltà, di fronte a dirigenza e tifosi, c’è bisogno di una presa di coscienza».
«Se mi sento in discussione? Tutti i giorni. È chiaro che qualcosa non va. Noi possiamo uscire dal pantano con il lavoro e togliendo fuori l’orgoglio. Tutti dobbiamo metterci qualcosa di personale, intimo. La disgregazione non serve a niente. L’orticello non porta ai risultati. Questa è una squadra che ha valori e che può fare bene. Io non mollo e vado avanti. Ho sempre fatto il mio lavoro al cento per cento. Ho fatto il mio lavoro e voglio continuare ad allenare questa squadra anche in futuro. Poi la Società farà le sue scelte».
Uff. stampa
Cittanovese
