È ora di prendere una decisione e non tergiversare più. Il calcio dilettantistico calabrese non può portare a termine questa stagione. Sono tanti i problemi che ci attanagliano e rischiare di andare in giro per la nostra regione, con la possibilità di ricreare qualche focolaio, non va assolutamente bene. Il calcio, in queste categorie, è fatto di aggregazione, se manca tutto questo, a niente e nessuno serve ricominciare.
Come si può pensare di ritornare a giocare quando mancano a tutti i requisiti minimi per poter mettere in tranquillità giovani che di calcio ne fanno solo una passione e non un lavoro?
Moltissimi spogliatoi sono impresentabili, che nessuno si offenda, ma è la pura verità! Giocare a porte chiuse? Ma se già molte gare si fanno a porte chiuse (in molte partite si stenta ad arrivare a 20 unità), di sicuro non è una decisione che mette in sicurezza nessuna persona. Dei campionati potete fare quello che volete annullandoli, facendoli terminare così come sono oggi, inventandosi qualsiasi altra cosa, questo non ha importanza, oggi è il tempo di fermarsi per ricostruire tutti insieme. Ripartire oggi significherebbe fermarsi domani. Molte società, il prossimo anno, avranno difficoltà ad iscriversi al campionato per via della chiusura di molte attività che, purtroppo, saranno al baratro (più di quanto già lo sono oggi). Tutto questo significherebbe utilizzare gli ultimi soldi che potrebbero servire per la prossima stagione, quanto meno per pagare la quota d’iscrizione ai vari campionati. In inghilterra, già nei primi giorni di marzo, quando ancora la la situazione era sotto controllo, hanno bloccato definitivamente tutti i campionati dilettanti.
Ora serve una decisione giusta e veloce. TUTTI NOI AMIAMO IL CALCIO, MA LA NOSTRA VITA È PIÙ IMPORTANTE DI 90 MINUTI, CHE OGGI NON HANNO PIÙ SENSO.
In fede
Real Fondo Gesù
