
Di Luigi Cristiano – Continua a splendere la giovane stella della ASD Rossoblu Denis Bergamini che dopo aver conquistato la promozione in Seconda Categoria da imbattuta, 18 vittorie e 4 pareggi, porta a casa anche la Supercoppa provinciale di Cosenza della Terza Categoria, avendo la meglio sulle formazioni del Grimaldi e del Calopezzati, vincitori degli altri gironi. Proprio l’organizzazione della Supercoppa da parte della società del Calopezzati con il bene placido della sezione LND di Rossano, guidato dall’avvocato Giovanni Bruno, ha destato diverse critiche finendo nell’occhio del ciclone delle due società ospiti, la Bergamini e il Grimaldi. Il direttore generale dei rossoblu, Michele Casciaro, ex conoscenza del Cosenza Calcio, ha deciso di raccontare in esclusiva per il nostro giornale la serie di disastrosi eventi che hanno accompagnato lo svolgimento del mini torneo. «L’organizzazione dell’evento è stata davvero pessima, -spiega Casciaro- mai in tanti anni di carriera in giro per la Calabria avevo trovato qualcosa di simile». Tanti gli elementi che hanno sollecitato il disappunto della società rossoblu: «Appena arrivati in quel di Calopezzati ci siamo trovati davanti agli occhi un impianto fatiscente: le condizioni del terreno da gioco, in terra battuta e non adeguatamente trattato, e degli spogliatoi, non erano all’altezza di una finale regionale». Calopezzati, piccolo comune confinante con la città di Rossano, e la sua società calcistica avevano avuto la meglio nella corsa all’organizzazione dell’evento proprio sulla Bergamini, che aveva raggiunto già un accordo con il Rende Calcio per la concessione del terreno di gioco del “Lorenzon”. «La giornata di domenica era abbastanza calda -continua il dg della Bergamini- e il rifocillamento dei calciatori doveva essere all’ordine del giorno, e invece dall’organizzazione abbiamo ricevuto poche bottigliette d’acque per tutta la durata dell’evento». Non finisce, però, qui e la situazione degenera ancora di più al momento della consegna del trofeo della Supercoppa: «Dopo aver ricevuto, come le altre due società, la coppa relativa al successo in campionato, abbiamo atteso alla lunga a centrocampo la premiazione della Supercoppa appena portata a casa. Ad un tratto io e il capitano, Antonio Fratto, ci siamo resi conto che il trofeo era stato già consegnato nelle mani del Calopezzati». Oltre al grave errore nell’iter delle premiazioni, i dirigenti, il tecnico e il capitano della Bergamini si rendono conto che sul trofeo era apposta la targhetta celebrativa con su scritto il nome del Calopezzati: «Il presidente Bruno e gli organizzatori dell’evento, accortisi dell’ennesimo svarione, corrono ai ripari staccando alla meno peggio la targhetta -dichiara un corrucciato Casciaro- e consegnano nelle nostre mani un trofeo privo di ogni riferimento alla nostra squadra»
