Quello andato in scena domenica scorsa a Mirto (1-1, Jarar) è stato l’ultimo atto di una stagione travagliata, sofferta, dolorosa terminata, purtroppo, con la retrocessione in seconda categoria.
Nonostante i numerosi eventi sfortunati e incontrollabili che ci sono capitati durante tutto l’arco del campionato, abbiamo più volte provato a raddrizzare la nave, anche e soprattutto con uno strepitoso mercato di dicembre, senza però, produrre gli effetti desiderati. In realtà, però, limitarsi a spiegare il tutto in maniera fatalista e casuale ci sembra riduttivo e soprattutto non ci appartiene. Tutta l’ A.C. Amendolara, dirigenti, mister e giocatori si assumono la responsabilità di quanto accaduto e del risultato sportivo negativo. E pensare che solo un anno fa raggiungevamo un risultato storico per il calcio amendolarese, la finale play off nel campionato di prima categoria, con il sogno della promozione svanito a soli 10 minuti dalla fine della partita. Proprio a San Marco, in quegli istanti, avevamo avuto la sensazione della fine di un ciclo, anche se mai avremmo immaginato fino a tal punto. Potremmo stare qui a provare a spiegare le motivazioni di un ultimo posto che fa male. E ce ne sarebbero tante di cose da dire. Ma l’unica cosa che vogliamo fare, adesso, è quella di cancellare dalla mente la stagione calcistica 2018/2019 e di iniziare a pensare al futuro. Quello che ci sentiamo di dire a tutti i tifosi è che ci impegneremo fin da subito per tornare protagonisti di questo sport che noi tutti amiamo. Ce lo chiede la storia calcistica di questo paese, che con tutto quello che è successo quest’anno, non c’entra proprio niente.
Uff. stampa
AC Amendolara
