
L’ansia, la paura, poi la ragione prende il sopravvento sulle emozioni e la ripartenza rasserena l’ambiente. Questa in sintesi, l’estate vissuta della Polisportiva Pino Donato Taverna, dopo l’addio del calciatore e uomo simbolo, anche capitano, Rosario Cariati. La società pensa anche all’addio per un momento, ma la passione rimane invariata e la scelta del giusto allenatore (sul quale la società ha riposto grande fiducia ed al quale si è totalmente affidata) per la ripartenza, dopo lo shock iniziale, ha fatto il resto. Marco Pisano ha accettato l’incarico di guidare la squadra dopo l’ottavo posto della scorsa stagione, senza chiedere la luna, ma lavorando sul materiale umano presente e forgiando il giusto spirito nella testa di ognuno dei calciatori in rosa. Tre i pilastri dai quali è ripartita la società biancorossa: il portiere Leo Di Marco, il difensore Corigliano (che ha ereditato la fascia di capitano) ed il funambolico Francesco Cosentino. Ad aiutarli i due migliori innesti: la grande esperienza di Alberto Fossella ed il metronomo di centrocampo Giacomo Franco dalla vicina Magisano. Una tegola l’infortunio iniziale di Corigliano, in campo per sole quattro gare, ma il gruppo si è consolidato ed i giovani inseriti, vedi il 2003 Madia o il 2006 Barbuto, giusto per citare dei nomi, non hanno fatto mancare il loro apporto. Se a questo aggiungiamo le intuizioni del mister, come ad esempio quella di schierare Tommaso Caroleo in attacco che, nonostante abbia giocato fuori ruolo, con grande disponibilità ed abnegazione ha messo a referto ben nove reti, possiamo facilmente dedurre i perché dell’ottimo campionato disputato fin qui dai presilani. La squadra gioca bene, si diverte ed i complimenti degli avversari al termine di ogni gara hanno rinforzato le convinzioni che circolavano in paese strada facendo e che sono ormai diventate realtà in uno spogliatoio granitico. Quindi, un finale di stagione spensierato e senza particolari assilli di classifica potrebbe regalare alla Pino Donato Taverna quel risultato sportivo lontano anni luce non più tardi di otto mesi fa.
