Era il lontano 2009 quando, dopo quel maledetto playout contro l’Amantea, salutammo il massimo campionato regionale dopo 5 indimenticabili annate. Ci sono stati anni bui, una lenta ed inesorabile discesa agli inferi con la consapevolezza che, prima o poi, i leoni sarebbero tornati.
Oggi è finalmente arrivato il momento, oggi è ufficiale: ?’??? ????????? ???? ????? ?? ?????????? ?? ?????????? ?????? ?! Certo, non era questo il modo con il quale ci aspettavamo di festeggiare il ritorno in Eccellenza dopo undici anni, ma nelle 24 giornate giocate non c’è mai stata nessuna squadra in grado di mettere in dubbio la leadership della capolista indiscussa del suo girone. Sale in Eccellenza la squadra più forte, senza se e senza ma. La squadra più forte di un campionato di Promozione di livello altissimo: corazzate costruite per stravincere, messe sotto una dopo l’altra.
58 punti collezionati, miglior differenza reti del campionato, miglior difesa, maggior numero di vittorie, minor numero di sconfitte, un’imbattibilità (iniziata nella scorsa stagione) durata un anno. Un vero e proprio cammino trionfale iniziato lo scorso 8 settembre con la vittoria per 3-1 sul campo della Promosport e, purtroppo, finito anzitempo il 1° marzo dopo il pareggio per 1-1 sul campo dell’Amantea. Oggi Belvedere ha vinto.
Cara Belvedere, è difficile dare un punto di partenza a questa storia, ma voglio e devo esprimere ciò che sento in questo momento. Sono passati quattro anni, pochi, da quando mi sono ritrovato quasi scaraventato in questo mondo. Sì, perché ci sono capitato per caso e in un momento tragico della mia vita, ma – a quanto pare – è stato provvidenziale: quello che in poco tempo e in quei pochi mesi sono riuscito a ritagliarmi, LA VITA ME L’HA SALVATA. Ho ritrovato il gusto di lottare, ho ritrovato il gusto di pormi degli obiettivi, ho ritrovato la voglia di combattere per un’idea, uno scopo, UN TRAGUARDO. Un traguardo che avrei potuto raggiungere solo con la totale fiducia e il pieno appoggio di chi mi ha permesso di stare lì a lavorare con quell’attaccamento. Un traguardo che avrei potuto raggiungere solo con la motivazione delle persone che MI HANNO affiancato e delle persone che HO affiancato.
Un traguardo che avrei potuto raggiungere solo con grandi sacrifici, con grande dedizione, con grande attaccamento. Sì, ATTACCAMENTO. Perché nonostante le mie gocce di sudore non siano mai state assorbite da quei colori, io quella maglia l’ho SEMPRE amata e SEMPRE l’amerò.
«Voglio che il Belvedere torni in Eccellenza!»
È una frase che ripetevo agli inizi, ma mai avrei potuto immaginare quante volte – nel frattempo – ho pensato fosse impossibile riuscirci. Quante volte sono stato preso per scemo, pazzo, visionario a causa delle difficoltà persistenti e talvolta insormontabili. Quante volte sono stato sul punto di mollare per paura di sbagliare, per paura di cadere, per paura di farmi male. Le stesse motivazioni che mi portarono a decidere di mollare circa un anno fa, quando la voglia di completare quel percorso e il desiderio di raggiungere quel traguardo mi hanno poi fatto tornare sui miei passi.
E adesso ce l’abbiamo fatta. CE L’ABBIAMO FATTA, CAZZO!!!
Abbiamo poco da festeggiare, questo è vero: il verdetto non è arrivato dal campo e si è concretizzato in un momento molto difficile per la vita di tutti noi, ma per essere riusciti a conquistarlo significa che questo traguardo CE LO SIAMO SUDATI. Sale in Eccellenza la squadra più forte, senza se e senza ma, scrivono. Il gruppo più compatto, più umile e più devastante nonostante le numerose avversità, aggiungo.
Voglio ringraziare tutti i protagonisti degli ultimi anni, dal primo all’ultimo, perché senza il sudore e la fatica di ieri non avremmo potuto raggiungere questo risultato oggi. Senza nominare nessuno, passato e presente, dentro e fuori dal campo. Chi c’è stato, sa. GRAZIE. GRAZIE per le notti insonni, le lacrime, i litigi, le discussioni, le sedie e le bottiglie volate, le gioie, le paure, le delusioni, le risate, le sconfitte, ma soprattutto le vittorie che abbiamo condiviso. GRAZIE, di cuore, al presidente Giovanni Casella per l’opportunità che mi ha concesso e per essersi fidato sin dal principio di una persona come me, senza alcuna esperienza sulle spalle. GRAZIE al mister Fabio Liparoto e all’avvocato Ugo Massimilla, per la totale fiducia riposta nelle mie capacità, nelle mie potenzialità e anche nel mio conforto nei momenti difficili. Quel traguardo che mi sono prefissato è stato raggiunto! È DI TUTTI, ED È BELLISSIMO!!! «Oggi Belvedere ha vinto.»
E oggi il sottoscritto ha ricevuto la sua giusta e ineguagliabile ricompensa.
Grazie amaranto, grazie Belvedere. Grazie per questa splendida e immensa parentesi di VITA. Con affetto, Thomas. Il tuo “tifoso col privilegio di seguirti dalla panchina”.
Uff. stampa
ASD Belvedere 1963
