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Il Real Sant’Agata ci prova ancora per il progetto “Comprensorio Valle dell’Esaro”

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Potrebbe esaurirsi con un “nulla di fatto” il tentativo del Real Sant’Agata di costruire un progetto calcistico lungimirante all’interno del comprensorio della Valle dell’Esaro.

Nei fatti, dopo diverse consultazioni e tentativi fatti nei centri limitrofi, anche in paesi più grandi quali Roggiano Gravina e San Marco Argentano, nessuno dei soggetti interpellati ha raccolto – al momento – la sollecitazione del presidente Stefano Quintieri e di quei dirigenti che gli sono rimasti vicino per cercare di non disperdere quanto di buono è stato fatto dal Real Sant’Agata. In sette stagioni – va ricordato – pur con l’ultima giocata solo per cinque giornate, è stata costruita una “bella favola” cominciata nel 2014 dalla Terza categoria che ha visto l’approdo in Promozione nella stagione 2018-19 toccando un gradino impensabile per una piccola comunità come quella santagatese.
I contatti della dirigenza gialloblù sono avvenuti anche con altri soggetti di Malvito, San Sosti e Altomonte ma – a volte – i motivi campanilistici hanno prevalso su quelli collettivi e sulla possibilità di rinforzare l’attuale migliore società sportiva dell’Esaro cercando di non disperdere il patrimonio di risultati acquisiti in questi anni. La dirigenza alla luce di questi sviluppi negativi ha tirato un po’ i remi in barca e si può ben dire che è quasi ai titoli di coda.
Certo, resta uno spiraglio: l’unico! Consiste – senza nascondersi più di tanto – nella possibilità che qualche altra società della provincia cosentina sia interessata al titolo del Real Sant’Agata e si faccia avanti per poter continuare a giocare, pur sotto una diversa denominazione futura, nella Promozione calabrese.
Caso contrario, è molto probabile che da qui ai primi di luglio, il presidente Quintieri consegni la società nelle mani del sindaco di Sant’Agata d’Esaro per consentire l’eventuale agibilità e – tramite un’eventuale assemblea pubblica – di capire se c’è qualcun altro interessato a proseguire il progetto pur ridimensionato ed almeno in Prima categoria dove, peraltro, non ci sarebbe il problema del terreno di gioco vista l’omologazione del comunale santagatese fino all’anno 2024. Resta un grosso rammarico, che viene esternato dalle parole del vice presidente Raffaele Vaccaro: «È un vero peccato che quanto di buono è stato fatto non sia stato recepito da altri soggetti. Ci sono persone che hanno dato tanto in questi anni e piange il cuore ora vedere dilapidata un’eredità calcistica, la migliore di questa zona, perché nessuno si è convinto della bontà del nostro progetto che mirava all’Eccellenza e non solo. Speriamo che qualcuno se ne accorga finché c’è ancora tempo. Personalmente, da persona che ama il calcio, sono disposto a spendermi anche
per un progetto ridimensionato che riparta dalla Prima categoria».
Esiste ancora la possibilità di salvare questo titolo di Promozione nel comprensorio? È l’amletico dubbio che farà sfogliare i petali della margherita da qui ai primi di luglio. Poi, se entro il 21 luglio nessuno si farà avanti per l’iscrizione in extremis alla Promozione, l’unica alternativa è quella di declassarsi in Prima categoria altrimenti il calcio giocato da queste parti dirà definitivamente la parola addio e la bella favola del Real Sant’Agata finirà mestamente.

Uff. stampa

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