Home Calcio Ludos, si dimette mister Faraone: “Osteggiato da alcuni calciatori”

Ludos, si dimette mister Faraone: “Osteggiato da alcuni calciatori”

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“Con grande dispiacere, facendo un passo indietro, rassegno le mie dimissioni da allenatore della “Ludos Vecchia Miniera”, al fine di assicurare tranquillità all’ambiente e per dare un segnale significativo di stima verso lo stesso. Credo sia giusto che la Società possa serenamente scegliere le migliori soluzioni per raggiungere il traguardo minimo della salvezza. Ho dato tutto me stesso e non mi sono mai risparmiato ma, in questo sport a volte non basta. Il calcio è uno sport dove tanti elementi concorrono al raggiungimento di risultati positivi ed io con molto entusiasmo ho accettato l’incarico conferitomi , auspicando di trasmettere la mia esperienza sui campi di gioco; esperienza alla cui base vi è sempre stato un lavoro collettivo, svolto in collaborazione e sinergia con i giocatori giustamente motivati e con il supporto della Società, ho sempre creduto nel calcio come risorsa per la persona, attraverso cui concorrere alla formazione di una personalità armonica ed equilibrata e che pone le basi per un apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca di significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita. E’ questo il mio modo di intendere il calcio, una strategia per la crescita della persona, un veicolo educativo, un terreno idoneo allo sviluppo della comunicazione, dell’amicizia, della DISCIPLINA, della LEALTA’, del rispetto delle regole, del sacrificio per il raggiungimento di un obiettivo comune. Il lavoro svolto nella Ludos non è stato facile fin dall’inizio per carenza di calciatori idonei in ogni reparto, e per carenza di preparazione atletica e tecnica. Dopo aver iniziato a capire le caratteristiche degli elementi che avevo a disposizione, ho iniziato ad utilizzare la mia autorevolezza come sono solito fare, con mille problemi creati da dinamiche che non hanno nulla a che fare con il calcio. Sono stato sempre convinto che il compito dell’allenatore è certamente quello di allenare la resilienza, infondere fiducia e responsabilizzare. Nel calcio dilettantistico, che arruola sempre elementi di vari livelli, i giocatori imparano facilmente a trovare scuse preservando in questo modo la loro immagine e facendoli sentire in pace con sé stessi. Ma solo in apparenza. Per quanto il meccanismo sia inconscio, ognuno di noi è in fondo ben consapevole di come gioca. Coloro che trovano alibi sono spesso giocatori insicuri, con scarsa resilienza, poco inclini quindi a mettersi in discussione e a lavorare sodo per migliorarsi. Da tempo ma soprattutto nelle ultime due settimane avevo visto un cambiamento ed ho avuto la conferma di quanto sospettavo; un gruppo di giocatori che avevano deciso di osteggiare il mio lavoro fino al punto di giocare contro la propria squadra, probabilmente pilotati da chi vuole cercare gratificazione nello gestire la squadra senza intrusi esterni. Farò tesoro di questa ennesima esperienza di vita pur essendo deluso ed amareggiato del fatto che consapevolmente, vi siete dovuti arrendere a questo sistema e ai capricci di qualche escluso, mettendo da parte i buoni propositi pubblicizzati sempre dalle belle parole, fine a sé stesse. Ringrazio la Società per la stima e la fiducia riposta nella mia persona e nelle mie capacità. Auguro con grande sincerità un futuro pieno di successi”.

Antonio Faraone

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