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Ludos, tre punti nel ricordo di Alessandro Caracciolo

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Ricordo pre partita di Alessandro Caracciolo

Non poteva essere una partita come le altre: per 90 minuti si è celebrato il doveroso e commosso ricordo del nostro ex compagno di squadra ed amico Alessandro Caracciolo. Lo si percepisce negli occhi lucidi dei suoi ex compagni di squadra mentre entrano in campo, tentando in ogni modo di non crollare in un pianto. Così come in quelli commossi dei tifosi, Ludos-San Roberto Fiumara è stato un insieme di tutte queste immagini simboliche. Forse qualcuno molto più importante di noi aveva già scritto questo copione da qualche parte, forse no e sono solo coincidenze, fatto che dopo dieci minuti il vantaggio di Marino e a dieci dal temine il sorpasso di Cutrupi. Proprio quel dieci che Alessandro indossava quando scendeva in campo, non sfociare nella retorica è difficile, lo sappiamo perfettamente, ma anche tentando in ogni modo di rimanere per quanto possibile distaccati e non lasciarsi trascinare dalle emozioni, in questi casi è impossibile non fare riferimenti indipendentemente da quelli che siano i credi personali. Altro momento toccante quando i calciatori, i tecnici e tutto lo staff della Ludos sono andati a fare il consueto urlo di carica pre-partita sotto la maglia numero dieci esposta a centrocampo nell’applauso collettivo dei tifosi neroarancio e del San Roberto fiumara. È sembrato interminabile, prima del fischio d’inizio, il minuto di silenzio. Nessun brusio di sottofondo in quei sessanta secondi di rispetto. Solo lacrime che scendono sul viso di chi lo ha conosciuto, di chi gli ha voluto bene, ha condiviso esperienze di vita con lui. Ma anche di chi lo ha solo sostenuto. Poi inizia la partita, i primi minuti passano in uno stordimento generale, si fa fatica a lasciar correre solo il pallone e non i pensieri, al minuto 10’ è il momento di fermarsi. La Ludos passa in vantaggio con un pallonetto di Marino su Curatola in uscita. Il pallone viene portato a centrocampo per riprendere, ma tutti si raccolgono di nuovo, la famiglia vicino la maglia di Ale, viene omaggiata da i due capitani delle squadre con la consegna di due mazzi di fiori. Si riparte, in campo massimo impegno e la Ludos si ferma per permettere al San Roberto Fiumara di pareggiare con Pellegrino, nell’occasione del gol dei Miners, Marino non si era accorto di un calciatore ospite a terra e aveva continuato a giocare. Si arriva così alla terza immagine simbolica di questa partita, quella che abbiamo raccontato all’inizio, il gol all’80’ di Cutrupi sugli sviluppi di un angolo di Iaria, a dieci dalla fine, prima di allora ci avevano provato in tanti senza buon esito anche da pochi passi. Ancora il dieci. All’85’ Marino la chiude con un calcio di rigore. La partita scivola via così, fino al 90’. Quando il triplice fischio fa cadere la maschera a chi ha tentato fino a quel momento di camuffare le emozioni. Le lacrime di tutti stavolta scendono, senza remore soprattutto quando la squadra si reca sotto la tribuna e alza al cielo quella maglia numero dieci. Ed è normale che sia così. Appuntamento a Polistena domenica 15 aprile con la consapevolezza che da oggi fino alla fine un angelo giocherà con noi.

Pasquale Barreca
Ufficio stampa Ludos Vecchia Miniera

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