Home Calcio Parghelia nuovamente in festa, terzo campionato vinto negli ultimi cinque anni. Mister Barbieri: “Un gruppo composto da uomini veri”

Parghelia nuovamente in festa, terzo campionato vinto negli ultimi cinque anni. Mister Barbieri: “Un gruppo composto da uomini veri”

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E sono tre! La vittoria di mercoledì nel recupero sul campo del San Costantino vale la matematica promozione del Parghelia ed il ritorno in Prima Categoria ad un solo anno di distanza da quella dolorosa rinuncia.
Dopo la vittoria del girone D di Seconda Categoria, lo stesso di questa stagione, nel 2018 e quella del girone C di Prima nel 2020 con lo storico approdo in Promozione, i neroverdi confermano l’abitudine vincente e centrano la vittoria del terzo campionato negli ultimi cinque anni. Il comune denominatore è sempre lo stesso, mister Giuseppe Barbieri. Il tecnico di Zambrone, classe 1982, nonostante la giovane età ha già messo in archivio quindici anni in panchina e ben quattro campionati vinti, più i play off del 2015 con il Real Spilinga e del 2017 con il Tropea e due Supercoppe provinciali di categoria. Dopo qualche giorno di meritato relax, abbiamo contattato il tecnico per analizzare con lui l’ennesimo successo personale e di squadra.

Complimenti per questo ulteriore traguardo raggiunto. Abbiamo parlato tante volte dei precedenti trionfi ma mai, come in questa occasione, crediamo che quello che è successo sia veramente qualcosa di speciale. In poco più di otto mesi siete passati dall’addio ad un nuovo capitolo e, sinceramente, nemmeno noi potevamo pensare che avreste subito ribadito il primato nella provincia di Vibo Valentia. Cosa ti senti di dire su quest’altra cavalcata straordinaria?
Grazie, per l’attenzione dimostrata durante il nostro percorso e quello che fate per noi Dilettanti tutte le settimane.
Per l’ennesima volta nel giro di due anni mi sono trovato a dover ripartire. Il covid ha messo in ginocchio la società che, dopo aver vinto nel 19/20 la prima categoria, riesce a disputare solo 10 gare di Promozione 20/21 (campionato interrotto per covid). Poi, la cessione/scambio del titolo con il Capo Vaticano e lo scorso anno, 21/22, mi sono ritrovato in Prima Categoria perdendo la finale play off 1-0 contro la Vigor 1919 a Lamezia Terme. Sinceramente mi aspettavo una richiesta di ammissione in Promozione visti i risultati e la rosa (sono 7 gli elementi passati da Parghelia nella rosa del San Nicola da Crissa, attuale capolista in Prima Categoria, invece, mi sono ritrovato letteralmente a spasso, con il titolo ceduto in estate al Mileto, sempre per il solito problema di investire senza nessun ritorno da parte dei presidenti (lecito, per altro). Poi, il 16 settembre alle 19 scadevano i tempi per l’iscrizione in Seconda Categoria e, senza scendere nei particolari delle richieste estive ricevute, assieme a Daniele Vasinton che, tra l’altro, seguiva il mio passaggio in un club dell’entroterra vibonese, ho deciso di alzare il telefono, chiamare otto giocatori e chiedere disponibilità. Avendo ricevuto risposta positiva, all’istante mi sono sentito in dovere di contattare Muzzopappa, già ex presidente che, con il fare gentile, me ne ha dette di tutti i colori riattaccandoo il telefono. Mi sono  detto, ci ho provato, pensavo fosse finita così e, mentre mi mi accingevo a telefonare per liberare i giocatori, mi richiama Muzzopappa dopo dieci minuti dicendomi di aver acquisito il titolo del Mileto di Terza Categoria (suo paese natale dove il padre è stato presidente della Stella del Sud) invitandomi a presentare domanda di ripescaggio. “Se te l’accettano, facciamo la seconda, e così è stato”. Devo ringraziare anche l’avvocato Bagnato ed il DG Minieri, che prima hanno curato la pratica per il ripescaggio, poi si sono ottimamente inseriti in società.

Entriamo nel merito della vittoria, le statistiche non mentono mai e danno la dimensione reale della vittoria. Ad una sola gara dal termine per voi (riposerete dopo la sosta pasquale) avete collezionato 46 punti in 19 gare, con 42 gol segnati e soltanto 13 subiti. Diciassette i risultati utili consecutivi prima dell’unica sconfitta, quella di due settimane fa sul campo del Filandari. Che campionato è stato per il Parghelia?
Potevamo fare meglio, non sono contento per niente di questi dati se pur lusinghieri, il tutto è dovuto proprio al poco tempo avuto per la costruzione della rosa, questo mi ha obbligato ad avere giocatori saltuariamente. La gara di Filandari è la classica gara che viene dopo una partita stravinta contro la diretta concorrente, ho sbagliato tutto io, gli errori fanno crescere e credo che da questa gara ho acquisito esperienza e sarò capace in futuro di non commettere lo stesso errore.

Sulla squadra non possiamo evitare di soffermarci. Bombai il solito fenomeno tra i pali, capitan Staropoli a guidare la solita difesa bunker nonostante l’età che avanza, la fantasia dei due dieci Colloca e Contartese a togliere spesso le castagne dal fuoco, la forza fisica e la velocità di Jeng e Fatty, ma soprattutto le reti decisive di Yusupha Juwara. Cos’altro c’è da aggiungere secondo te, al netto di un gruppo sempre coeso e compatto verso l’unico obiettivo da sempre fissato nel vostro spogliatoio?
Dirò una cosa banale che tutti sanno, ma che forse non viene applicata, o meglio, se l’applichi veramente, vinci: i singoli possono vincere la partita, il gruppo vince i campionati. Dire che i giocatori sono tutti uguali è un’eresia, la verità è che dentro lo spogliatoio vanno trattati allo stesso modo.
Tu mi parli di giocatori che fanno parte del mio cuore da anni Bombai, capitan Staropoli e Contartese sono stati nelle prime 8 telefonate di cui parlavo prima, assieme ai senatori Simonelli, Broso, Porcelli, Ceravolo, Filardo e Sekou (il capitano colorato del gruppo). Ti dico di aver conosciuto invece nuovi giocatori come Colloca (assurdo vederlo in questa categoria, lo volevo per la Promozione) Staropoli G., Rocco P., Pugliese G., Locane, Naso, Jeng (4 spezzoni di gare, 4 gol), Fatty (lo sfortunato del gruppo), bomber Juwara (12 gol in 12 partite), ma quello che più mi ha sorpreso è Eugenio Anello, non solo per essersi contraddistinto in campo, ma soprattutto per quello che ha portato nello spogliatoio, è stato lui l’anima, il termometro della situazione, dobbiamo tutti un po’ a lui.

Il 23 aprile chiuderete la stagione al “Grillo” contro la Medimo Oratori, poi le energie si focalizzeranno sulla Supercoppa Provinciale, il derby tirrenico contro la Polisportiva Spilinga, una piazza a te cara ed una competizione dove sappiamo che pretendi grande applicazione dalle tue squadre. Che gara ti aspetti e come preparei la squadra per provare a centrare l’ennesima doppietta?
Credo che sarà come dici tu, manca solo l’ufficialità, Spilinga mi ha lanciato come primo allenatore ed è anche stata la mia prima vittoria in Seconda Categoria. Ho tanti amici ed ho ricevuto sempre stima dall’ambiente in generale, in particolare dai Surace e mister Pugliese, che mi ha fortemente voluto. Sinceramente, sono stato molto pesante quest’anno, perché per me non vincere quest’anno sarebbe stato pesante, mi sarei tirato la zappa sui piedi da solo. Ho rischiato e, in virtù di questo, i ragazzi sono liberi in questo periodo. Parleremo e vedremo di onorare l’impegno, ma senza assilli.

Inevitabile per chiudere parlare di futuro, progetti ed anche, perché no, di dediche. Quale futuro attende Parghelia e Giuseppe Barbieri, che progetto ti aspetti dalla società quando vi siederete per parlare della Prima Categoria ed a chi vuoi dedicare quest’altro cammino pieno di successi?
Faccio l’allenatore per passione, non per lavoro, quindi il mio divenire non lo conosco. Di sicuro ho un obiettivo, cioè arrivare a 500, devo decidere solo se si tratta di panchine o vittorie, ma devo arrivare a 500.
La vittoria del campionato è dedicata alla mia famiglia in particolare quest’anno a mia nonna (pargheliota doc che il 15 settembre mi ha detto di fare la squadra), il perché lo conoscono in parecchi. Per il futuro preferisco vivere il presente, magari mi tocca ripartire dalla Terza Categoria, vediamo, attendiamo, anche se penso che in tanti meritiamo un’opportunità, anche piccola, ma la meritiamo e prima o poi arriverà e saremo pronti.

La formazione scesa in campo nella sfida decisiva di San Costantino
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