Home Calcio Pol. Bovese-Campese, il questore di Reggio Calabria emette tre daspo

Pol. Bovese-Campese, il questore di Reggio Calabria emette tre daspo

12 min. di lettura
0
0

Gara del 30/10/2022 POLISPORTIVA BOVESE ONLUS – CAMPESE
Il Giudice Sportivo Territoriale a scioglimento della riserva di cui al C.U. n. 57 del 03 novembre 2022;
rilevato che il ricorso proposto dalla società Campese è stato proposto entro i termini regolamentari e sottoscritto da soggetto non inibito; rilevato che è stata inviata copia alla controparte, come da attestazione dell’invio allegata alla documentazione originale del ricorso, rimessa al Giudice Sportivo Territoriale; rilevato che è stato versato il prescritto contributo per l’accesso alla giustizia sportiva;
rilevato che, ai sensi di quanto previsto dal comma 6 dell’art. 67 del C.G.S., è stata data notizia alle società in ordine alla pronuncia definitiva sul ricorso in questione;
letto il ricorso con il quale la ricorrente chiede di irrogarsi alla società Polisportiva Bovese Onlus la punizione sportiva della perdita della gara in quanto, secondo la ricorrente, la società e i suoi tesserati sarebbero stati vittime di fatti di aggressione e di violenze da parte di tesserati della società avversaria ritenendola, dunque, responsabile di ogni condotta violenta di tutti i propri tesserati e di tutto quello che è successo all’interno della struttura sportiva, soprattutto per la squadra ospitante e che la decisione di non proseguire l’incontro è stata presa per ciò che è successo in campo e perché i propri calciatori fuoriquota avevano deciso di lasciare immediatamente l’impianto sportivo; letti gli atti ufficiali dai quali risulta:
– che al 29′ del secondo tempo, sul risultato di 3 a 0 in favore della società Polisportiva Bovese Onlus, in seguito a un fallo fischiato dall’arbitro, scaturiva una mass confrontation dove il signor Bonanno Fabio, calciatore della Polisportiva Bovese Onlus tirava un violento pugno nei confronti di un suo avversario colpendolo al volto scaraventandolo a terra;
– che, nel frattempo, il signor Barresi Antonio, calciatore della società Campese, colpiva il suo avversario con un pugno sul volto;
– che, da quel momento in poi, la situazione diventava ingestibile in quanto tutti gli occupanti delle panchine entravano nel terreno di gioco scatenando una colluttazione tra i giocatori presenti in campo;
– che l’arbitro decideva di sospendere la partita in maniera momentanea fischiando e cercando di attirare l’attenzione;
– che, mentre le squadre ed il direttore di gara si recavano negli spogliatoi, il signor Guglielmini Bruno, calciatore della società Polisportiva Bovese Onlus, colpiva un calciatore avversario con uno schiaffo dietro la nuca;
– che, sopraggiunti i carabinieri, l’arbitro parlava con i capitani di entrambe le squadre e dopo circa 35 minuti decideva di riprendere la gara;
– che la società Campese decideva di non entrare in campo in quanto, a proprio avviso, non vi erano più le condizioni psicologiche e numeriche per proseguire l’incontro poichè alcuni propri giocatori avevano già abbandonato l’impianto sportivo;
– che l’arbitro, non essendovi la possibilità di continuare la gara, dichiarava definitivamente sospeso l’incontro e abbandonava in maniera tranquilla il terreno di gioco;
lette le controdeduzioni fatte pervenire dalla società Polisportiva Bovese Onlus;
ritenuto di dovere rigettare il ricorso presentato dalla società Campese in quanto i fatti di violenza descritti nell’assunto dalla ricorrente e riportati fedelmente dall’arbitro nel proprio rapporto di gara, sebbene esecrabili e sanzionati ai sensi delle vigenti norme sportive, non comportano la sanzione della perdita della gara; considerato invece che la gara non ha avuto regolare svolgimento per responsabilità oggettiva della società Campese in quanto, come specificato dall’arbitro nel proprio referto di gara che costituisce prova privilegiata fino a querela di falso, dopo l’arrivo dei carabinieri e avere parlato con i capitani il direttore di gara decideva di riprendere l’incontro ma la società Campese non entrava in campo perché a suo dire non vi erano le condizioni per proseguirla;
Visti gli articoli 53 delle N.O.I.F. e 10 comma 1 del C.G.S.; ad integrazione di quanto già deliberato a carico dei tesserati con C.U. 57 del 3.11.2022;
delibera
1) infliggere alla società CAMPESE la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio di 0-3;
2) disporre di incamerare il contributo per l’accesso alla giustizia sportiva già versato dalla società CAMPESE

La nota della Questura di Reggio Calabria: “Il Questore della Provincia di Reggio Calabria emette tre provvedimenti di d.a.spo. Continua l’opera della Polizia di Stato finalizzata a prevenire e a reprimere le condotte violente e di turbamento dell’ordine e della sicurezza pubblica commesse nei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive.
Dopo i disordini verificatisi in occasione dell’incontro di calcio tra la squadra della “Polisportiva Bovese Onlus” e quella della “Campesesanroberto”, disputato il 30.10.22 allo stadio “P. Borrello” di Brancaleone (RC), valevole per il Campionato di Prima Categoria – Girone D, il Questore della provincia di Reggio Calabria ha emesso tre provvedimenti di d.a.spo. nei confronti di due giocatori della “Polisportiva Bovese Onlus” e di un calciatore della“Campesesanroberto”, tutti resisi responsabili di una violenta rissa in campo che ha costretto il direttore di gara alla sospensione dell’incontro e alle Forze dell’Ordine ad intervenire a tutela dell’incolumità dei presenti. Nei confronti dei giocatori della “Polisportiva Bovese Onlus” sono stati emessi 2 provvedimenti di d.a.spo., rispettivamente della durata di 10 anni ed 1 anno. Tre anni di d.a.spo. sono stati inflitti, infine, al giocatore della “Campesesanroberto” per aver preso parte attiva alla rissa.
Nella più ampia ottica di recuperare la dimensione sociale del calcio, da vivere come passione, divertimento e partecipazione e di educare tutti al rispetto dei valori del vivere civile, il Questore della Provincia di Reggio Calabria ribadisce, con l’adozione dei citati d.a.spo., la ferma volontà di bandire, da tutte le manifestazioni sportive, ogni forma di violenza, discriminazione e intemperanza, prevenendo e reprimendo con fermezza ogni situazione di turbativa al mantenimento dell’ordine pubblico”.

Carica altri articoli
Load More By Redazione Calabriadilettanti.it
Load More In Calcio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ti potrebbe anche interessare

Coppa Calabria, semifinali: risultati e marcatori delle gare di andata

Risultati e marcatori delle gare di andata delle semifinali della Coppa Calabria. MIRTO CR…