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Pro Pellaro ad un passo dal baratro, la lettera di commiato del pres. D’Aleo

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Era luglio 2017 quando io, Paolo Malara e Peppe Occhiuto, con propri euro, abbiamo resuscitato la morta ProPellaro, la cui bandiera era stata diretta a San Luca, correndo verso Rosarno e comprando il titolo dal San Ferdinando. Abbiamo poi costituito una società forte e di valore, grazie anche al contributo dei signori Inuso della Soccer, formato una forte squadra, riportato il pubblico a divertirsi nel campo di Pellaro. Grazie al direttivo, formato da persone che ho avuto l’onore così di conoscere e frequentare (come l’avv. Azzara, il dr. Caserta, l’ing. Suraci, l’ing. Modafferi, il dr. Surace, il dr. Mafrici, l’impr. Bonavoglia, il sig. Foti, il sig. Casciano) a sponsor molto generosi, ad amici e sportivi veri, ci siamo ripetuti anche il secondo anno. Due playoff disputati, due partecipazioni in Coppa Calabria, un premio disciplina per la squadra del Calcio a 11, due premi disciplina per la squadra di Calcio a 5, la convocazione in Rappresentativa Calabria dei ragazzi del Calcio a 5, campionato di C2 del Calcio a 5, la benemerenza, massima onorificenza della Lega Nazionale. Circa 120.000 € spesi in due anni, con soli circa 3000€ di debiti residui. I festeggiamenti del centenario al Katanouse con l’onore della partecipazione del giornalista Rai Failla e del presidente della Reggina e la mostra fotografica sul lungomare. Il ritorno del nostro pubblico numerosissimo sugli spalti dello Iaria di Pellaro. Il ristorante della Lampara ci ha fornito i pranzi domenicali; grazie al socio Surace le partite sono state trasmesse in diretta Facebook per i pellaresi residenti fuori. E tutto ciò malgrado ostilità extrasportive subite. Nessun aiuto economico da parte di Comune e della Regione che respingevano le nostre domande con banali motivazioni (“assenza statuto”……..sic!). Poi è subentrata la stanchezza. Sono stato lasciato col cerino acceso in mano. Ho chiesto aiuto sportivo più volte su siti pubblici. Più volte, tanto da essere ripetitivo, noioso. Ho proposto varie soluzioni senza dover ricadere in altri errori. Non ho voluto consegnare un bene pubbico a chi, su parere mio e dei miei amici, non era interessato per amore alla maglia ma da personali tornaconti. Ed anche molti calciatori sono andati anticipatamente via con motivazioni da asilo nido senza alcun rispetto, sopratutto alcuni del luogo, verso la maglia ed i dirigenti dai quali avevano avuto stima e rimborsi, alcuni con la bassezza di chiedere anche il cambio del….presidente, qualcosa che, a pensarci, può navigare solo nel vuoto di alcune teste…
Nessuna risposta su social o personali. Nessuna soluzione accettabile. Un rione di 30.000 residenti e oltre 100 attività commerciali, con operativi medici, avvocati, dentisti, non si è neppure degnato di leggere sui social la richiesta, l’appello a poter salvare un bene che appartiene a loro, a tutti, non certo a me. Ho fatto ulteriori tentativi con possibili accordi di fusione, con integrazioni di settori giovanili, liberando i vecchi soci dall’ingombro di presenze o responsabilità, pec per conoscenza ai consiglieri comunali eletti a Pellaro. Niente da fare. E certamente noi non venderemo il titolo sportivo. La squadra non sarà consegnata a chi non ha un legame vero con Pellaro nè a chi questo legame in precedenza lo ha spezzato. SETTE persone interessate alla lettura dell’appello, solo sette. Io ho dato, sia economicamente che mettendo in gioco anche professionalità e dignità. Se non esiste l’amore per salvare la società bianconera che è stata dei loro nonni e dei loro padri che poteva essere dei loro figli, ma che senso hanno i Love Pellaro, i Pellaro è, Pellaro amore mio etcc. Mah… Questo il commiato mio e della attuale dirigenza Pro Pellaro 1919. Mi auguro che non perdiate un altro pezzo di storia, di identità, la Pro Pellaro 1919, e che qualcuno ne rilevi in tempo la gestione formando una nuova dirigenza. Se non succederà pazienza. Vuol dire che questo ci meritiamo. Non graditi commenti, ne fiori ….ma opere di bene.

Salvatore D’Aleo
Presidente Pro Pellaro

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