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Life Simeri Crichi in prima linea nel sociale

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Un pomeriggio all’insegna dell’emozione, della solidarietà e della speranza quello tenutosi ieri presso il Centro Sportivo di Simeri Mare, dove la scuola calcio A.s.d. Life Simeri Crichi ha accolto tra i suoi allievi più giovani il piccolo Misha, bambino di 4 anni di origini ucraine, fuggito insieme alla sua mamma e alla nonna dall’inferno che si sta consumando da oltre un mese nei territori dell’Ucraina.
Misha è giunto in Italia circa due settimane fa, a bordo di un pullman che ha trasportato lui e la sua famiglia da un paese vicino a Mariupol, tra le città più bombardate e colpite dell’Ucraina, fino a Napoli. Lì ad attenderlo vi era Antonio, un cittadino di Simeri Crichi residente nella zona marittima, un cugino della nonna che si è immediatamente offerto di ospitare la famiglia presso la sua abitazione situata nel villaggio Eucaliptus.
La notizia si è sparsa velocemente e ad entrarne a conoscenza è stata anche la locale società calcistica dilettantistica, la Life Simeri Crichi, messa al corrente, tra l’altro, della passione per il calcio che nutre il bambino. Contattata la famiglia, la società ha voluto offrire a Misha la possibilità di allenarsi e divertirsi insieme ai suoi coetanei.
Ieri pomeriggio un benvenuto speciale ha quindi dato l’abbraccio ideale dell’intera comunità a questa famiglia ed in particolare a Misha, che al suo arrivo sul terreno di gioco di Simeri Mare ha trovato i bambini dei “primi calci” ad accoglierlo con cartelloni e bandierine della pace e dell’Ucraina. Al bambino è stato poi donato un kit completo da allenamento tra gli applausi e la gioia dei presenti.
Sul posto non è voluta mancare neanche la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), presente con il suo Coordinatore regionale del Settore Giovanile e scolastico, Massimo Costa e con la psicologa Vittoria Froiio. Anche la Figc ha voluto omaggiare Misha, regalandogli un pallone ed una divisa della Nazionale Italiana di calcio.
Parole spezzate dall’emozione quella riferite dal Presidente della scuola calcio, Sebastiano Elia, che ha voluto particolarmente rimarcare la gioia che traspariva negli occhi e nelle gesta di Misha. «È stato incredibile poterlo vedere correre spensierato e felice dietro ad un pallone in un campo da calcio piuttosto che tra le macerie delle città distrutte».

Uff. stampa

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